Le barriere coralline coprono meno dello 0,2% del fondale oceanico. Ospitano il 25% di tutte le specie marine conosciute. E negli ultimi cinquant’anni ne abbiamo perso metà.
Questa è la storia di chi sta cercando di invertire la rotta — e di come Makai fa parte di quella storia.
Il problema: perché i coralli muoiono
I coralli non sono rocce. Sono animali: organismi coloniali chiamati polipi, che secernono uno scheletro calcareo e vivono in simbiosi con alghe unicellulari (zooxantelle) che attraverso la fotosintesi forniscono fino al 90% dell’energia dell’animale. Quando la temperatura dell’acqua sale anche solo di 1-2 gradi rispetto alla media stagionale per un periodo prolungato, i polipi espellono le zooxantelle: il corallo perde il colore, diventa bianco, e senza la sua fonte energetica principale muore letteralmente di fame. Questo processo si chiama coral bleaching.
Il riscaldamento degli oceani causato dai cambiamenti climatici ha portato episodi di bleaching di massa sempre più frequenti e intensi: 1998, 2010, 2015-16, 2022, 2024. La Grande Barriera Corallina australiana ha subito sei episodi di bleaching di massa dal 1998. In Polinesia, le barriere di Moorea e Tahiti hanno perso tra il 30 e il 60% della copertura corallina in certi tratti.
A questo si aggiungono l’acidificazione degli oceani (l’aumento di CO₂ nell’atmosfera viene assorbito dal mare, abbassando il pH e rendendo più difficile la calcificazione dei coralli), la pesca distruttiva, l’inquinamento da nutrienti, e il turismo non regolamentato.
Coral Gardeners: chi sono e come funziona
Coral Gardeners è un’organizzazione no-profit fondata nel 2017 a Moorea, Polinesia Francese, da Titouan Bernicot, un giovane surfista che aveva visto i coralli della sua isola natale sbiancarsi e morire. Il progetto ha sviluppato una metodologia di restauro corallino in tre fasi.
Fase 1: raccolta e vivaio
I biologi marini di Coral Gardeners raccolgono frammenti di coralli sani — in genere rami spezzati naturalmente dalle correnti o recuperati dopo eventi di tempesta — e li portano nei vivai subacquei: strutture metalliche a 3-5 metri di profondità dove i frammenti vengono attaccati con fascette di plastica o filo metallico e lasciati crescere per 6-12 mesi.
In questa fase protetta, i frammenti crescono fino a raggiungere una dimensione sufficiente per il reimpianto.
Fase 2: selezione delle specie resistenti
Non tutti i coralli reagiscono allo stesso modo al bleaching, cioè al fenomeno di sbiancamento causato dallo stress, spesso legato all’aumento delle temperature del mare.
Coral Gardeners ha individuato alcuni coralli particolarmente resistenti, capaci di sopravvivere agli episodi di sbiancamento di massa anche quando altri coralli nelle vicinanze sono morti. Questi coralli, considerati più resilienti, vengono selezionati e riprodotti per contribuire alla ricostruzione delle barriere coralline.
L’obiettivo è creare i reef del futuro, utilizzando coralli che hanno già dimostrato una maggiore capacità di resistere alle temperature marine più elevate.
Fase 3: reimpianto e monitoraggio
I coralli cresciuti nei vivai vengono trapiantati sul reef degradato, fissati a
substrati stabili. Ogni corallo viene monitorato nel tempo attraverso foto e rilevamenti periodici.
Coral Gardeners ha sviluppato un sistema di tracciamento digitale: ogni corallo adottato ha un codice QR che permette al donatore di seguire la crescita dell’animale nel tempo attraverso il portale
online.
Al 2026, Coral Gardeners ha piantato oltre 30.000 coralli in Polinesia Francese, con tassi di sopravvivenza che nelle specie più resistenti superano il 70-80%.
Il Reef Makai: cosa succede quando prenoti un viaggio
Per ogni viaggiatore che parte con Makai, l’agenzia adotta un corallo nel reef di Coral Gardeners in Polinesia Francese, alle Fiji o in Thailandia. Non è un’adozione simbolica: il corallo viene fisicamente piantato nel reef, riceve un codice identificativo, e può essere seguito in tempo reale sul portale di Coral Gardeners attraverso foto subacquee.
Il link per seguire tutti i coralli del Reef Makai è disponibile sulla pagina Sostenibilità del sito. Si inserisce “Makai Viaggi” nel campo di ricerca e si vedono tutti i coralli adottati, con la loro posizione nel reef, la data di impianto, le foto di crescita. È letteralmente possibile vedere il corallo crescere nel tempo.
Perché il restauro corallino funziona — e i suoi limiti
Il restauro corallino non può compensare il riscaldamento globale. Se la temperatura degli oceani continua ad aumentare, anche i coralli più resistenti finiranno per cedere. Il restauro è un’azione di guadagno di tempo: dà ai reef la possibilità di sopravvivere mentre l’umanità (si spera) riduce le emissioni di CO₂. Aumenta la biodiversità locale, fornisce rifugio e cibo alle specie marine, e mantiene attivi gli ecosistemi che proteggono le coste dall’erosione.
I dati di Coral Gardeners mostrano che i reef restaurati recuperano la funzionalità ecologica in 5-10 anni: la biodiversità ittica aumenta, la copertura corallina cresce, e i reef restaurati mostrano maggiore resilienza agli episodi successivi di bleaching rispetto ai reef non trattati.
Ogni corallo piantato è una scommessa sul futuro.
Makai cerca di rendere il mondo un posto migliore, un viaggiatore alla volta!