Come si festeggia il Natale nel mondo: tradizioni che non ti aspetti da 10 paesi

Il 25 dicembre unisce miliardi di persone in una ricorrenza comune. Ma le tradizioni con cui ci si arriva — i cibi, i rituali, le superstizioni, le decorazioni — sono diverse in ogni angolo del pianeta. Alcune sorprendono, alcune fanno
ridere, alcune fanno riflettere.

Giappone: il Kentucky Fried Christmas

In Giappone il Natale non è una festività religiosa: la percentuale di cristiani è inferiore all’1% della popolazione.
Ma nel 1974 KFC Giappone lanciò una campagna pubblicitaria chiamata “Kurisumasu ni wa Kentakkii” (A Natale, Kentucky), promuovendo un “Party Barrel” natalizio. La campagna prese piede e si trasformò in tradizione nazionale: ogni 24 e 25 dicembre milioni di famiglie giapponesi ordinano il pollo fritto di KFC. Le code davanti ai ristoranti iniziano settimane prima.

I Party Barrel si prenotano con mesi di anticipo. Un fenomeno di marketing che è diventato genuina tradizione culturale.

Natale nel mondo - Copia

Filippine: il Natale più lungo del mondo

Le Filippine sono il paese con il periodo natalizio più lungo del mondo: la musica natalizia inizia ufficialmente il 1° settembre (“Ber months” — i mesi che finiscono in -ber), le decorazioni compaiono a ottobre, e il Natale si celebra ufficialmente fino al 6 gennaio.

La Noche Buena è la cena della vigilia: lechon (maiale arrosto intero), bibingka (dolce di riso cotto su foglie di banana), puto bumbong (riso viola al vapore con cocco).

La tradizione del Simbang Gabi prevede nove messe all’alba nelle nove mattine che precedono il Natale: chi
completa tutte e nove può esprimere un desiderio.

Etiopia: Natale il 7 gennaio con Timkat

La Chiesa Ortodossa Etiopica celebra il Natale (Genna) il 7 gennaio, seguendo il calendario giuliano. Il giorno è quasi privo di decorazioni o regali: è una festività sobria e religiosa, con lunghe funzioni nelle chiese circolari, i fedeli avvolti nei netela (scialli bianchi).

Il piatto tradizionale è il doro wat (stufato di pollo con berbere) con injera.

Il Timkat, l’Epifania ortodossa etiopica del 19
gennaio, è in realtà la festa più vivace: processioni colorate, sacerdoti che portano l’Arca dell’Alleanza (tabot), celebrazioni che  durano tre giorni.

Natale nel mondo (14)

Ucraina: i ragni sull’albero di Natale

La tradizione ucraina dell’albero di Natale prevede la decorazione con ragni e
ragnatele artificiali.

La leggenda narra di una famiglia povera che non poteva permettersi le decorazioni: durante la notte, i ragni tesserono ragnatele sull’albero e al mattino i fili erano diventati oro e argento. I ragni portano fortuna in casa per il nuovo anno.

Nelle case ucraine è tradizione trovare un ragno nascosto tra le decorazioni dell’albero: chi lo trova per primo avrà buona fortuna nell’anno a venire.

Norvegia: le scope nascoste

In Norvegia, la notte della vigilia di Natale, le scope vengono nascoste o bloccate in modo che non possano essere utilizzate.

La tradizione risale alle credenze precristiane che associavano la notte di Natale all’attività degli spiriti
maligni e delle streghe, che avrebbero rubato le scope per volare.

Oggi è un rito affettuoso: i bambini cercano le scope nascoste, gli adulti le nascondono ogni anno in posti sempre più improbabili.

Australia: Natale in estate, con i barbecue

In Australia il 25 dicembre cade in piena estate. La temperatura media di Sydney a Natale è di 25-28 gradi. Le tradizioni britanniche importate dai coloni si sono ibridate con il clima: il pranzo di Natale spesso avviene all’aperto con barbecue di gamberi, pollo alla brace e insalate. Babbo Natale arriva in costume da bagno.

Molte famiglie trascorrono il pomeriggio in spiaggia. Il
Natale australiano è uno degli esempi più plastici di come una tradizione si adatti a un nuovo ambiente.

Messico: le Posadas

Le Posadas sono le nove serate (dal 16 al 24 dicembre) in cui le comunità messicane rievocano il viaggio di Maria e Giuseppe alla ricerca di un riparo a Betlemme.

Ogni sera, un gruppo di persone diviso in due — quelli dentro la casa (che rappresentano gli osti) e quelli fuori (che rappresentano i pellegrini) — canta un dialogo musicale mentre una processione con candele gira per il quartiere. Alla fine si rompe la piñata, si mangiano bunuelos (frittelle di pasta), e si beve ponche (una bevanda calda di frutta speziata).

Finlandia: le lanterne dei cimiteri

Il 24 dicembre in Finlandia è il giorno principale delle celebrazioni. La tradizione prevede la visita ai cimiteri per portare lanterne sulle tombe dei familiari defunti: i cimiteri finlandesi nel pomeriggio della vigilia sono una distesa di luci nella neve. È un momento di connessione con i morti che precede la cena in famiglia.

La sauna della vigilia è un’altra tradizione indispensabile: il bagno di purificazione prima della festa.

Venezuela: Natale sui pattini a rotelle

A Caracas e in molte città venezuelane, il 24 dicembre le strade del centro vengono chiuse al traffico e decine di migliaia di persone vanno a messa della
vigilia in pattini a rotelle.

La tradizione ha probabilmente origini negli anni ’70 e si è diffusa a macchia d’olio: è uno degli eventi natalizi più fotografati e condivisi del Sud America.

Giordania e Medio Oriente

In Giordania e in molte comunità cristiane del Medio Oriente, il fuoco è l’elemento centrale del Natale: grandi fuochi vengono accesi nelle chiese e nelle piazze.

Il Patriarca di Gerusalemme “accende” simbolicamente il fuoco della celebrazione, che viene poi portato con torce e candele nelle case e nelle comunità.

È un rito che risale ai primi secoli del cristianesimo.

Il Natale è uno dei pochi momenti in cui il mondo intero fa qualcosa insieme. Lo fa in modi completamente diversi. Forse è proprio questo il punto.

scritto da

Makai Viaggi

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