BOLIVIA: 10 cose che non sapevi su uno dei paesi più straordinari e sconosciuti del Sud America

La Bolivia è il paese più sottovalutato del Sud America. Quando i viaggiatori parlano di Argentina, Perù, Brasile o Colombia, la Bolivia viene spesso menzionata come “quella che sta in mezzo”. È un errore madornale. Ecco perché.

10 cose straordinarie sulla Bolivia

1. La capitale più alta del mondo si trova a 3.640 metri

La Paz è la sede del governo boliviano (non la capitale costituzionale, che è Sucre, ma quella dove il governo lavora davvero) e si trova a 3.640 metri di quota, immersa in una conca circondata da montagne. Arrivi in aereo a El Alto — la città satellite a 4.150 metri — e poi scendi verso il centro passando per i bordi del canyon con la teleferíca, il sistema di funivia urbana più alto del mondo. La vista sulla città da quei cavi sospesi nel vuoto è qualcosa che non si dimentica.

2. Il Salar de Uyuni è lo specchio più grande del pianeta

Il Salar de Uyuni è il più grande deserto di sale del mondo: 10.582 km quadrati di sale bianco a 3.656 metri di quota. In stagione delle piogge (dicembre-marzo) si
copre di un sottile strato d’acqua che trasforma l’intera superficie in uno specchio perfetto che riflette il cielo. La differenza tra cielo e terra scompare. Gli orizzonti si moltiplicano. Le fotografie sembrano irreali anche quando si sa cosa si sta guardando.

Sotto il sale: la più grande riserva di litio del pianeta. La Bolivia detiene oltre il 40% delle riserve mondiali di litio — l’elemento fondamentale delle batterie degli smartphone e delle auto elettriche. La geopolitica del futuro energetico passa in parte da questa distesa bianca.

3. Le Cholitas wrestlers: lotta libera in gonna e bombetta

Ogni domenica a El Alto, in un palazzetto dello sport che profuma di frittura e birra, le Cholitas wrestlers si esibiscono in una versione locale del lucha libre messicano.
Le Cholitas sono donne indigene aymara in costume tradizionale: la pollera (la gonna ampia a strati), la bowler hat (la bombetta che le donne boliviane indossano inclinata su un lato), i capelli in lunghe trecce. Sul ring, fanno prese, capriole, voli dalla terza corda come qualsiasi lottatore professionista.

Non è un teatro per turisti, anche se i turisti ci vanno volentieri: è uno spettacolo locale con il pubblico che fischia, urla, tifa e lancia rifiuti sul ring.
È uno dei pomeriggi più surreali e meravigliosamente strambi che un viaggio in Bolivia possa offrire.

4. Il mercato delle streghe di La Paz

La Calle Jimenez e dintorni, nel centro di La Paz, sono il quartiere delle yatiri — le streghe e i guaritori della tradizione andina.

I banchi vendono: feti di lama essiccati (offerti agli dei della Pachamama per le nuove costruzioni), foglie di coca in enormi sacchi, amuleti per la fertilità, la fortuna, l’amore e la protezione dai nemici, polveri colorate, erbe medicinali, pietre andine.

Non è una ricostruzione per i turisti: è un mercato attivo in cui i boliviani vengono davvero a comprare.

5. La Bolivia ha due capitali e due bandiere

Tecnicamente, la Bolivia ha due capitali: Sucre (capitale costituzionale, sede della Corte Suprema) e La Paz (sede del governo esecutivo e del parlamento).
La divisione risale al 1898, dopo una guerra civile.
Ha anche due bandiere: una orizzontale (rossa-gialla-verde) per uso civile, e una con lo stemma per uso ufficiale.
E tre lingue nazionali principali: spagnolo, aymara e quechua (più altre 33 lingue indigene riconosciute).

6. Il lago Titicaca condivide la frontiera con il Perù ed è sacro

Il lago Titicaca a 3.812 metri è il lago navigabile più alto del mondo.
Le isole galleggianti degli Uros, sul lato peruviano, sono costruite interamente con il totora (una specie di giunco che cresce abbondantemente nel lago).
Le isole si costruiscono, si bruciano, si ricostruiscono. Le famiglie Uros ci vivono da secoli, pescano, cacciano uccelli acquatici, e ricevono i visitatori con una dignità e un’ironia che sorprendono.

Il lato boliviano, meno turistico, ha l’Isla del Sol: la leggendaria isola dove secondo la cosmogonia inca nacquero il sole, la luna, e i primi Inca.

7. La cucina boliviana è una delle meno conosciute e più interessanti dell’America Latina

Il piatto nazionale è il salteña: un raviolo di pasta ripieno di carne, patate, olive, uvetta, uova e salsa piccante che si mangia la mattina, tenuto a due mani, succhiando il brodo dall’apertura in cima prima di addentarlo (come gli xiaolongbao cinesi, ma in versione andina).

La api è una bevanda calda di mais viola dolce e speziata, servita con una bugnola fritta: la colazione dei mercati.

Il charque de llama (carne di lama essiccata e fritta) è proteico, strano, indimenticabile

8. La Paz ha la più alta pista da sci del mondo

Chacaltaya, a 5.421 metri di quota, era il comprensorio sciistico più alto del mondo. Il ghiacciaio che alimentava le piste si è sciolto quasi completamente a causa del cambiamento climatico (tra il 1940 e il 2009 ha perso il 97% della sua massa). La stazione è ancora lì, la funivia abbandonata, le rotte di sci tracciate sulla roccia spoglia.

È uno dei documenti più eloquenti sul riscaldamento globale in Sud America.

9. Il carnevale di Oruro è Patrimonio UNESCO dell’Umanità

Il carnevale di Oruro è il più grande festival tradizionale dell’America andina: decine di migliaia di danzatori in costume sfarzoso, maschere diaboliche, balli rituali che mescolano cosmogonia precolombiana e cattolicesimo coloniale.
La diablada (la danza dei diavoli) è lo spettacolo centrale: un combattimento simbolico tra gli arcangeli e le forze del male in costumi da migliaia di dollari decorati con pietre preziose.

Si tiene in febbraio, dura 4 giorni, e le prenotazioni degli alloggi vanno esaurite mesi prima.

10. La bandiera Wiphala è ufficiale quanto quella nazionale

La Wiphala è la bandiera quadrata a scacchi dei sette colori dell’arcobaleno, simbolo dei popoli andini indigeni, ufficialmente riconosciuta dalla Costituzione boliviana del 2009 come simbolo dello Stato boliviano al pari della bandiera tricolore.

La si vede sulle divise militari, sugli edifici governativi, nelle cerimonie ufficiali. È uno dei riconoscimenti più significativi che qualsiasi paese latinoamericano abbia fatto ai diritti dei popoli indigeni.

La Bolivia non è una destinazione per chi vuole confort garantito e certezze logistiche. È per chi è disposto a lasciarsi spiazzare.

E chi si lascia spiazzare, di solito, torna con mille avventure e meraviglie da raccontare!

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scritto da

Makai Viaggi

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