6 giorni tra Porto Covo e Odeceixe lungo la Rota Vicentina: cammino, scogliere selvagge, yoga quotidiano e l’anima autentica del Portogallo
Sentiero dei Pescatori Portogallo: trekking di 6 giorni sulla Rota Vicentina con yoga quotidiano. Costa selvaggia, scogliere mozzafiato, piccoli borghi. Partenza 28 maggio 2026 con Makai Viaggi.
Immagina di camminare per giorni con l’Oceano Atlantico che ruggisce alla tua sinistra, scogliere scure che si tuffano in acque turchesi, spiagge infinite dove sei l’unica presenza umana. Immagina di fermarti all’alba per una pratica yoga di fronte al mare, di attraversare villaggi di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato, di cenare pesce freschissimo dopo 20 chilometri di sabbia e vento. Immagina di condividere tutto questo con un piccolo gruppo di anime affini, guidato dai Rafiki Makai, lungo uno dei trekking costieri più belli d’Europa.
Non è un sogno. È il Sentiero dei Pescatori (O Trilho dos Pescadores), parte della celebre Rota Vicentina nel sud del Portogallo, e Makai Viaggi ti porta lì per 6 giorni indimenticabili dal 28 maggio al 2 giugno 2026.
Non un trekking qualunque. Non un viaggio mordi-e-fuggi. Ma un’esperienza di cammino consapevole: ogni giorno cammini su terreni selvaggi alternati a sessioni di yoga per preparare e rigenerare il corpo, ogni sera condividi cene e racconti con il gruppo, ogni mattina ti svegli con l’oceano che ti chiama. Questo è viaggiare con Makai. Questo è il Sentiero dei Pescatori.
Cos’è il Sentiero dei Pescatori (è perché è considerato uno dei più belli al mondo)
La Rota Vicentina: un tesoro naturalistico europeo
La Costa Vicentina e dell’Alentejo, situata nel sud-ovest del Portogallo, è una delle aree costiere meglio preservate d’Europa. Parliamo di 110 chilometri di costa selvaggia, Parco Naturale protetto, dove la speculazione edilizia non è mai arrivata e dove la natura regna sovrana. Alte scogliere scure alternate a falesie dai colori variegati (rosso fuoco, ocra, bianco), spiagge immense e deserte, vegetazione endemica, colonie di uccelli marini (comprese le cicogne che nidificano qui), piccoli borghi di pescatori dove si vive come 50 anni fa.
La Rota Vicentina è la rete di sentieri che attraversa questa regione. Esistono due varianti principali:
- Il Cammino Storico (più lungo, nell’entroterra)
- Il Sentiero dei Pescatori (più corto, 75 km, totalmente costiero)
Quest’ultimo è considerato da esperti e camminatori di tutto il mondo come uno dei trekking costieri più spettacolari del pianeta. Non è un’esagerazione: pochi luoghi al mondo combinano accessibilità, bellezza naturale, autenticità culturale e infrastruttura di sentieri così ben gestita.
Perché si chiama “Sentiero dei Pescatori”
Il nome non è turistico: è autentico. Questo era (ed è ancora in parte) il sentiero che i pescatori locali utilizzavano per spostarsi tra i villaggi costieri, raggiungere le calette migliori per la pesca, controllare le reti. Camminare qui significa seguire le orme di generazioni di uomini e donne che hanno vissuto dell’oceano, che conoscono ogni roccia, ogni corrente, ogni cambio di vento.
Il terreno: sabbia, scogliere, sfida fisica
Non sottovalutare la difficoltà. Il Sentiero dei Pescatori è più impegnativo di quanto sembri sulla carta. Le distanze giornaliere non sono estreme (12-22 km), ma il terreno è per gran parte sabbioso: camminare sulla sabbia per ore richiede il doppio dello sforzo rispetto all’asfalto o ai sentieri compatti. Aggiungi i continui saliscendi sulle scogliere, il vento atlantico (costante e potente), il sole che picchia senza riparo.
È un trekking per persone sufficientemente allenate a camminare più giorni consecutivi. Non serve essere atleti, ma serve preparazione fisica e mentale. Ed è proprio qui che l’approccio Makai fa la differenza.
L’approccio Makai: trekking + yoga = corpo e mente in equilibrio
Quello che rende unico questo viaggio Makai non è solo il percorso (bellissimo in sé), ma il modo in cui lo affronti.
Yoga quotidiano: non un extra, ma parte integrante del viaggio
Ogni giorno, mattina o sera a seconda della tappa, praticherai yoga in natura o nelle strutture che vi ospitano. Non yoga “da palestra”, ma pratiche pensate specificamente per:
- Preparare il corpo prima del cammino: mobilità articolare, attivazione muscolare, riscaldamento mirato
- Rigenerare il corpo dopo il cammino: stretching profondo, rilascio tensioni, recupero muscolare
- Calmare la mente: respirazione consapevole, meditazione, presenza
Le pratiche sono adatte anche ai principianti: non serve essere yogi esperti. Serve solo essere aperti a provare, a respirare, a dare al corpo quello di cui ha bisogno dopo (o prima) di ore di cammino su sabbia e rocce.
Immagina una sessione di yin yoga al tramonto, dopo una tappa di 19 km, con l’oceano che rumoreggia di fronte a te. Immagina una meditazione all’alba prima dell’ultima giornata di cammino. Immagina di sciogliere i muscoli delle gambe con posizioni rigeneranti mentre il sole scende sull’Atlantico.
Questo è ciò che differenzia un trekking Makai da un semplice cammino.
Perché yoga e trekking stanno così bene insieme
Il trekking è fatica, sforzo, superamento dei limiti. Lo yoga è ascolto, rilascio, accettazione. Insieme creano un equilibrio perfetto:
- Previeni infortuni (caviglie, ginocchia, schiena)
- Recuperi più velocemente tra una tappa e l’altra
- Dormi meglio
- Vivi il cammino con più presenza e meno fretta
- Trasformi la fatica in meditazione in movimento
Chi ha fatto trekking lunghi con e senza yoga sa che la differenza è abissale. Con lo yoga, arrivi all’ultima tappa ancora forte, ancora presente, ancora aperto alla meraviglia. Senza, arrivi distrutto, dolorante, con un unico pensiero: “Quando finisce?”
Le 4 tappe del sentiero: cosa camminerai (e cosa vedrai)
Il viaggio Makai copre i tratti più spettacolari del Sentiero dei Pescatori, quelli che ti restano negli occhi per sempre.
Tappa 1: Porto Covo → Vila Nova de Milfontes (19 km, 180 m+)
Si parte col botto. La prima tappa è un’immersione totale nell’ambiente del trekking: spiagge sabbiose infinite, prime scogliere, vegetazione costiera mediterranea (ginestre, timo, lavanda selvatica), uccelli marini ovunque, tra cui le cicogne che nidificano sulle falesie.
Il terreno è per la maggior parte sabbioso: impari subito che camminare sulla sabbia è fatica vera. Ma ogni volta che superi una duna e l’oceano si apre davanti a te, capisci perché lo stai facendo.
Vila Nova de Milfontes è un borgo di pescatori autentico, con case bianche, ristorantini sul fiume Mira, atmosfera rilassata. La sera: cena tutti insieme e yin yoga per rilassare il corpo e preparare al sonno. Il viaggio è iniziato.
Tappa 2: Vila Nova de Milfontes → Almograve (12 km, 150 m+)
La tappa più corta, ma non per questo meno bella. L’ambiente è simile a quello del giorno prima, ma le scogliere iniziano a farsi più drammatiche, più scure, più imponenti. Le onde dell’Atlantico si infrangono con una potenza ipnotica. Il vento porta profumo di sale e alghe.
Almograve è piccolo, essenziale, perfetto per ricaricare le energie. Yoga all’aperto (se il meteo lo permette) prima di cena: posizioni di apertura, respirazione oceanica, gratitudine per il corpo che cammina.
Tappa 3: Almograve → Zambujeira do Mar (22 km, 300 m+)
La tappa più impegnativa, ma anche la più gratificante. 22 chilometri e 300 metri di dislivello positivo (continui saliscendi sulle scogliere). Cammini su alte falesie con vista infinita, attraversi boschetti di pini marittimi, acacie ed eucalipti (profumi mediterranei che si mescolano al salmastro), superi un faro solitario, incroci un piccolo paese di pescatori e contadini dove ti salutano come se ti conoscessero da sempre.
La fatica è reale, le gambe bruciano, la sabbia sembra non finire mai. Ma poi arrivi a Zambujeira do Mar al tramonto, guardi l’oceano che si colora di rosa e arancio, e tutto ha senso. Yoga prima di cena: scioglimento profondo, recupero muscolare, presenza.
Tappa 4: Zambujeira do Mar → Odeceixe (19 km, 450 m+)
L’ultima tappa è quella che ti spezza e ti ricompone. La giornata inizia con yoga al risveglio: preparazione del corpo, centratura mentale, intenzione per il cammino.
Il percorso è di una bellezza che toglie il fiato: spiagge da sogno, scogliere dalle forme impossibili, tratti umidi con rigagnoli da superare saltando tra le rocce, colori che cambiano continuamente (rosso, ocra, nero, verde, azzurro). E poi, l’arrivo: la spiaggia iconica di Odeceixe, dove il fiume Seixe incontra l’oceano creando una laguna turchese circondata da dune dorate.
L’ultimissimo tratto segue il fiume fino al paese (meno scenografico, ma necessario). Con gli occhi pieni di meraviglia, lasci la costa dell’Alentejo. Hai camminato 72 chilometri in quattro giorni. Hai attraversato uno dei paesaggi costieri più belli d’Europa. Hai scoperto di cosa sei capace.
Lisbona: l’Inizio e la fine del viaggio
Il viaggio non è solo trekking. Inizia e finisce a Lisbona, una delle città più affascinanti d’Europa.
Giorno 1 (28 maggio): arrivo e visita di Lisbona
Ci si trova alle 10:30 per presentazioni, briefing sul viaggio, prime chiacchiere con il gruppo. Poi: visita guidata della città tra scorci iconici (Alfama, Belém, Baixa), tram gialli, azulejos colorati, miradouros con vista sul Tago, pastel de nata nei forni storici, atmosfera di una capitale che sa essere grande e piccola allo stesso tempo.
Nel tardo pomeriggio si parte per Porto Covo con i mezzi pubblici: autobus locali, paesaggi che cambiano, ritmo che rallenta. Si entra nella dimensione del viaggio.
Giorno 6 (2 giugno): ritorno a Lisbona
Dopo l’ultima tappa, si torna a Lisbona con i mezzi pubblici. La mattina inizia con una breve meditazione: riconoscenza per il viaggio, presenza nel qui e ora, gratitudine per il corpo che ha camminato.
Dopo colazione, gli ultimi momenti in Portogallo: tempo lento, botteghe artigiane, caffè nelle piazzette, pastel de nata ancora caldi, sguardi complici con chi ha condiviso quattro giorni di fatica e meraviglia. Poi, i saluti: “Alla prossima!”.
Perché fine Maggio è il periodo perfetto per il Sentiero dei Pescatori
La scelta della data (28 maggio – 2 giugno 2026) non è casuale. È il momento ottimale per questo trekking.
Clima Ideale
Fine maggio nell’Alentejo significa:
- Temperature tra 18 e 25°C (perfette per camminare, né troppo caldo né troppo freddo)
- Giornate lunghe (tramonto dopo le 21:00, massima luce per camminare)
- Bassa probabilità di pioggia (la stagione secca è già iniziata)
- Mare ancora fresco ma non gelido (19-20°C, rinfrescante dopo il cammino)
I mesi da evitare assolutamente sono luglio e agosto: temperature oltre i 35°C, camminare sulla sabbia diventa un inferno, zero ombra, rischio colpi di calore. Il periodo migliore è aprile-giugno e settembre-ottobre.

Fioriture Primaverili
Fine maggio la costa è esplosa di colori: ginestre gialle, lavanda viola, timo in fiore, piante endemiche che profumano l’aria. Le scogliere non sono più le distese aride dell’estate, ma giardini selvaggi. Ogni passo è un’esperienza sensoriale.
Pochi Turisti
Maggio è ancora fuori dall’alta stagione. Le spiagge sono deserte, i villaggi tranquilli, le strutture ricettive non affollate. Vivi il Portogallo autentico, non quello turistico.
Per chi è questo viaggio (e per chi non lo è)
È perfetto se…
- Ami camminare e sei sufficientemente allenato/a a percorrere 12-22 km al giorno per più giorni consecutivi
- Cerchi natura selvaggia e paesaggi mozzafiato, non città o cultura urbana
- Vuoi staccare davvero dalla routine, dal digitale, dal rumore
- Sei aperto/a allo yoga (anche se principiante) come strumento di benessere fisico e mentale
- Apprezzi i gruppi piccoli e l’atmosfera familiare (massimo 12-15 persone)
- Cerchi un viaggio consapevole, lento, dove il cammino è tanto importante quanto la destinazione
- Ami l’oceano, il vento, il salmastro, i tramonti infiniti
- Vuoi testare i tuoi limiti senza competizione, ma con sostegno del gruppo
Non è per te se…
- Non sei allenato/a fisicamente (camminare su sabbia per ore è impegnativo)
- Cerchi comfort e lusso (dormi in alloggi semplici, cammini con lo zaino in spalla)
- Preferisci viaggi culturali, musei, città d’arte
- Non ami il vento, il mare mosso, il clima variabile
- Cerchi vita notturna, locali, movida
- Hai problemi fisici seri (ginocchia, caviglie, schiena) che rendono il trekking rischioso
In caso di dubbi, parla con i Rafiki Makai: ti aiutano a capire se questo viaggio fa per te, con onestà e senza pressioni commerciali.
I Rafiki Makai: più di guide, compagni di Cammino
In questo viaggio i Rafiki Makai non sono semplici accompagnatori logistici. Sono:
- Facilitatori di esperienza: curano il ritmo del gruppo, aiutano chi è in difficoltà, valorizzano i momenti di condivisione
- Insegnanti di yoga: guidano le pratiche quotidiane con competenza e sensibilità
- Problem solver: se qualcosa non va (vesciche, stanchezza, meteo), trovano soluzioni
- Custodi del silenzio: sanno quando parlare e quando lasciare che sia il cammino a parlare
- Amici: alla fine del viaggio, li ricordi con affetto, non come “organizzatori” ma come parte del gruppo
“Rafiki” in swahili significa “amico”. Ed è esattamente quello che sono.
Il sentiero ti sta chiamando
Il Sentiero dei Pescatori non è un viaggio qualunque. Non è una vacanza dove ti rilassi sul lettino. È un’esperienza di cammino, presenza, fatica, meraviglia, connessione. Con la natura, con il corpo, con gli altri, con te stesso.
Camminerai 72 chilometri su uno dei litorali più belli del mondo. Praticherai yoga ogni giorno, preparando e rigenerando il corpo. Condividerai cene, risate, silenzi, tramonti con un piccolo gruppo di anime affini. Scoprirai che sei più forte di quanto pensavi. Tornerai a casa cambiato.
28 maggio – 2 giugno 2026
Posti limitati
Se il sentiero ti sta chiamando, non aspettare. Rispondi.
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https://www.makaiviaggi.it/viaggio-di-gruppo/sentiero-dei-pescatori/
L’oceano ti aspetta. Il sentiero è segnato. Il tuo zaino è pronto. Parti.