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INDIA: 5 cose da sapere prima di partire

Venerazione delle vacche

Probabilmente una delle prime cose che ti aspetti di vedere in India sono le sue mucche che vagano in mezzo alla strada in cerca di qualcosa da mangiare. Sono protette da una sacralità che le rende non solo immangiabili ma anche intoccabili. Quasi l’80% della popolazione indiana è di religione Hindu e riconosce la mucca come animale sacro. 

La vacca di per sé non è una divinità, ma rappresenta un simbolo venerabile che va protetto e adorato. Le corna rappresentano gli Dei, le quattro zampe le antiche scritture, e le mammelle i quattro obiettivi di vita quali la ricchezza materiale, la salvezza, la giustizia e il desiderio. Inoltre, la mucca produce cinque elementi essenziali per l’uomo. Latte, formaggio e ghee (o burro) sono usati come alimenti ed offerte, mentre urina e sterco vengono usati nelle cerimonie religiose o bruciati come carburante.

Molto spesso ti capiterà di vedere, nel tuo soggiorno in India, persone che accarezzano le mucche per poi “trasportare” l’energia raccolta dall’animale verso sé stessi, in particolar modo portando entrambe le mani sopra la testa.

Altre curiosità dall’India sulle vacche: in centro città potrai trovare dei veri e propri ospedali e ricoveri per questi animali malati, e delle apposite “cow ambulance”. Inoltre, ogni mucca, ha un proprietario e ogni sera ritorna a dormire nella propria stalla.

Oltre alle vacche, gli Hindu riconoscono in moltissimi animali delle vere e proprie divinità, ed è per questo che l’India è il paese più vegetariano al mondo.

Questa è, quindi, considerata una delle caratteristiche culturali più evidenti del paese.

 

La mano sinistra è impura

Un’altra cosa da sapere prima di un viaggio in India, è che la mano sinistra è considerata impura. 

Viene utilizzata quotidianamente per l’igiene personale, e proprio per questo alcune attività non vengono mai svolte con questa mano. Dal contare i soldi all’indicare qualcuno, né tanto meno toccare un luogo sacro. Molti induisti non usano la sinistra per mangiare, noterete infatti che la tengono sotto al tavolo. Dipende da tutto un concetto di purezza, e di non contaminazione tra ciò che è puro e ciò che invece non lo è.

Voi non siete obbligati a non mangiare con la sinistra, ma se vi capiterà di essere a tavola con loro verrà apprezzato.

 

Varanasi: una delle città abitate più antiche al mondo

Varanasi, situata sulle rive del fiume Gange nello stato dell’Uttar Pradesh, è considerata una delle città più antiche al mondo. La storia di Varanasi risale a oltre 3.000 anni fa, e da allora è sempre stata abitata. Gli induisti ritengono che sia ancora più antica, e che sia stata creata dal Dio Shiva ben 5.000 anni fa. 

Varanasi, chiamata anche Benares, prende il nome dai due affluenti del Gange posti ai due estremi della città: Varuna, a Nord, e Assi, a Sud. È una delle sette città sacre dell’India, e scelta dagli induisti, quelli che se lo possono permettere, come luogo dove esalare l’ultimo respiro. Si crede che morire qui  liberi la propria anima dal ciclo delle reincarnazioni, permetta di raggiungere la Mokhsa ed interrompa così il ciclo di morte e rinascita.

 

Diversità linguistica

In India non avrete grosse difficoltà ad intraprendere una conversazione con i local, sia per il loro modo di essere invadenti che per la loro conoscenza dell’inglese.

L’India è un paese noto per la sua ricca diversità linguistica, e si stima che ci siano più di 1.500 lingue parlate in tutto il paese, ma solo ventidue riconosciute.

Queste lingue appartengono a diverse famiglie linguistiche, tra cui l’indo-europeo, il dravidico, il tibeto-birmano e altre. L’Hindi e l’inglese sono le lingue ufficiali, ma ogni stato e regione hanno le proprie, il che riflette la vasta diversità culturale e linguistica del paese.

L’inglese viene parlato da gran parte della popolazione ma ciò non significa che non si debba imparare qualche frase nella lingua locale. Gli indiani amano gli italiani ma se proverete a dire qualche parole in Hindi vi stimeranno ancora di più.

Alcune parole che mi sono state insegnate direttamente dai local e che vi potranno tornare utili:

Shanti shanti: tranquillo. Frase che ripetono come un mantra, e che rispecchia perfettamente il loro mood rilassato.

Milteh hain: a dopo.

Chalo chalo: significa andiamo, ma usato anche per dire lascia stare quando insistono nel vendervi qualcosa. Spoiler: non funziona sempre!

Tike: okay, va bene.

Svāgata: grazie.

 

Linguaggio della testa

Quando vi ritroverete di fronte un indiano noterete che fa degli strani ciondolamenti con la testa. Il linguaggio “della testa” tipico indiano, il cosiddetto “Indian head shake”, non significa solo sì o no, ma ha una molteplicità di sfumature e significati che spesso disorientano.

In breve (spiegato in maniera facile) quando facciamo “no” con la testa, essa oscilla intorno all’asse della spina dorsale, mentre quando annuiamo oscilla intorno all’asse che passa per le due orecchie. Esiste poi un terzo asse che entra dalla punta del naso ed esce dalla nuca. Gli Indiani fanno oscillare la testa intorno a quest’ultimo. Sembra che questa oscillazione abbia diverse sfumature: da quella affermativa a quella dubitativa, da quella che mostra rispetto a quella che significa ti sto ascoltando. Vi capiterà a volte guardare qualcuno che subito comincerà a far oscillare la testa in quel modo sorridendo.

A fine viaggio, per esperienza personale, oscillerà la testa anche voi!

scritto da

Andrea e Lara

scritto da

Makai Viaggi